Come dormiamo racconta il nostro equilibrio interiore
di Alberto Orlandi – Operatore ayurvedico
Dormire bene non è solo una questione di abitudine o di stanchezza.
In Ayurveda, il sonno è considerato uno dei tre pilastri fondamentali della salute, insieme all’alimentazione e alla gestione dell’energia vitale (brahmacharya).
Senza un riposo profondo e rigenerante, il corpo e la mente perdono equilibrio, e tutto ciò che facciamo durante il giorno ne risente.
Ma la qualità del sonno — come tutto in Ayurveda — dipende dal nostro dosha.
Capire come dormiamo ci aiuta a comprendere molto di più su come stiamo.
Il sonno di Vata: leggero, instabile, irrequieto
Quando prevale Vata, il sonno diventa fragile.
Ci si addormenta con difficoltà, ci si sveglia più volte durante la notte o molto presto al mattino, con la mente già piena di pensieri.
A volte basta un rumore o una preoccupazione per farci “staccare la spina” troppo presto.
Vata è il principio del movimento: governa il sistema nervoso, l’aria, lo spazio.
Quando è in eccesso, porta con sé agitazione, ansia, pensieri veloci.
Ecco perché il sonno ne risente per primo.
Per riequilibrarlo, servono routine serali calme, calde e regolari: una tisana dolce, una cena cotta e leggera, un automassaggio con olio caldo.
Vata ha bisogno di sentirsi contenuto, abbracciato, protetto.
Il sonno di Pitta: disturbato, intenso, “acceso”
Chi ha una predominanza Pitta spesso dorme bene… fino a un certo punto.
Poi, a notte inoltrata, può svegliarsi di colpo, con la mente lucida, come se avesse mille cose da risolvere.
Il corpo è caldo, la testa attiva, gli occhi aperti.
Pitta è il principio del fuoco: porta concentrazione, ambizione, determinazione.
Ma quando non trova equilibrio, brucia anche durante la notte.
Il sonno si spezza, l’organismo resta “in allerta”.
Per riequilibrarlo, serve rinfrescare — nel corpo e nella mente.
Cene leggere e non piccanti, meno stimoli prima di dormire, e qualche respiro profondo per lasciare andare la tensione del giorno.
Pitta dorme bene solo quando si concede di non controllare più nulla.
Il sonno di Kapha: profondo, pesante, e a volte troppo
Il sonno di Kapha è diverso da tutti gli altri.
È profondo, lungo, avvolgente.
Le persone Kapha amano dormire e spesso dormirebbero più del necessario.
Ma quando Kapha è in eccesso, questo sonno rigenerante diventa un’inerzia, una lentezza difficile da scrollarsi di dosso al risveglio.
Kapha è il principio della stabilità e della coesione: calma, dolcezza, pazienza.
Ma se non si muove abbastanza, se accumula troppo, il suo sonno diventa un rifugio.
In questo caso, è utile alleggerire: svegliarsi presto, muovere il corpo, iniziare la giornata con una pratica dinamica o una doccia tiepida per riattivare l’energia.
Quando il sonno parla, ascoltalo
Ogni notte, il modo in cui dormiamo ci racconta qualcosa.
Non è solo un bisogno fisiologico, ma un dialogo con noi stessi.
A volte il corpo chiede silenzio, altre movimento, altre ancora leggerezza o calore.
L’Ayurveda ci invita a non forzare il riposo, ma a crearne le condizioni: quando il corpo si sente al sicuro, il sonno arriva da sé.
Per questo, il sonno non è mai “uguale per tutti”.
È personale, mutevole, e cambia con le stagioni, con l’età, con i momenti della vita.
E imparare ad ascoltarlo è uno dei modi più sinceri per prenderci cura di noi stessi.
Il mio invito
In questo periodo dell’anno, quando tutto tende a diventare più veloce, regalati la lentezza del riposo consapevole.
Spegni i dispositivi un po’ prima, concediti un massaggio caldo o una tisana, lascia che il corpo si prepari al sonno con gratitudine.
Non come un dovere, ma come un rito.
Perché dormire bene non è un lusso.
È una forma di equilibrio.
Ed è da lì che comincia ogni guarigione.
Se vuoi approfondire i rimedi ayurvedici per migliorare il tuo sonno in base alla tua costituzione, scrivimi: possiamo costruire insieme un percorso su misura per te.